Ultimo giorno prima delle ferie. E ultimo giorno in questa postazione.
Voi non lo sapete, ma quasi tutti i miei articoli sono stati trascritti dalla tastiera di questo vecchio mac…. tutto è nato in questi uffici, nei tempi morti, nei tempi depressi e in quelli felici. Ma quasi sempre da questa via nella quasi periferia di Milano.

Oggi è anche l’ultimo giorno del mio contratto. Un progetto che ho odiato con tutta me stessa (il 6°? 7°? ormai ho perso il conto), ma sarete contenti di sapere che pare non sia l’ultimo.

E quindi l’odio continua?
Oggi risponderei di no. Perché per la prima volta farò valere i miei diritti e non starò più 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana nello stesso posto, senza mensa né altre agevolazioni base (la nota spese?) solo perché “guarda che funziona così e anche se il tuo contratto non lo prevede, le cose vanno così”.

No. Da oggi dico no.
E quindi ad ottobre potrei tornare in quest’Azienda come no.
Tutto dipenderà da come vorrò giocare le carte che mi sono state messe in mano.

Ma per ora sapete cosa vi dico? solo… BUONE VACANZE!

Le decisioni importanti saranno prese in queste settimane, lo prometto… ma finalmente cambio città, cambio clima, cambio volti.. e decidere sarà molto più semplice.

Godetevi la vostra estate come farò io.
Sentitevi liberi di essere quello che siete.
E soprattutto, cogliete la gioia estrema di concedervi la dignità che merita la vostra persona.

 

Shimbalaiê: *Parola africana attraverso cui gli orixás africani portano un conforto di pace e bontà, di forze positive.
E’ altresì una forma di benessere con la natura.

Proprio quello che mi ci vuole! ;-)

Coraggio Melly…
Non sono fatta per i grandi cambiamenti. Quelli con la C maiuscola, mi hanno sempre terrorizzata, fatto venire le palpitazioni e acutizzato i sintomi della mia salda sindrome dell’abbandono.
Ma stavolta ho un motivo in più per farcela… E piano piano cerco di capire come riuscirci.

Quindi cerco di respirare piano, di non farmi cogliere dall’ansia, e di affrontare un passo alla volta questa enorme rotonda.
Mi sono avvicinata allo stop: la marcia è bassa, guardo con attenzione che non passi nessuno e riparto dalla prima. Non è come dirlo, non è così facile, ma sento la serenità del nuovo viaggio intrapreso.

Inizio quindi dalle cose base: la richiesta di trasferimento e cercare di affittare la casa dove sono adesso.

E così eccoci nel bel mezzo della rotonda: dallo specchietto retrovisore vedo quella che è stata la mia città per ben 4 anni. La città dell’emancipazione, della libertà, dell’indipendenza… ma anche del lavoro stressante, dei ritmi frenetici e delle diete a effetto yo-yo.

In questi giorni cammino per Milano con un’aria diversa: quella di chi sta salutando, di chi cerca di memorizzare tutto perché adesso che ha deciso di andarsene, inizia a provare quel pizzico di nostalgia che accompagna gli addii. Perché di addio si parla: non penso che tornerò mai ad abitare in questa città. Non che non voglia tornare in Lombardia, tutt’altro… ma forse Milano mi ha dato ciò che poteva darmi. La saluto con malinconia e riconoscenza… Ma senza alcun rimpianto.

Addio mia bella Milano.

Avanti, mia Nuova Città :-)

Dove tutto ebbe inizio. Forse non c’è giorno migliore per ricordarlo (ma magari ci sarà in futuro, chi lo sa? :-)

Mi sono sempre rassegnata allo stato attuale perché di meglio non riuscivo a fare. Perché non vedevo alcuna alternativa.

Poi un mattino di luglio, con questo clima da tempeste tropicali, mi accorgo che la differenza non sarà se decideranno di rinnovarmi l’ennesimo contratto, se la padrona di casa si deciderà ad abbassarmi l’affitto, se altri decideranno altro: finalmente ho capito che il Cambiamento arriva quando te lo vai a prendere.

E così ho messo in affitto la deliziosa mansarda che ha fatto da cornice a ben 3 anni della mia vita milanese. Tolto il nido, il resto viene da se’: basta aspettare che mi confermino (confermare? per quanto poi, un altro anno?) al lavoro, ci sono altre esperienze che mi attendono. Basta rincorrere una felicità effimera in questa città che tanto mi ha dato quanto mi ha tolto.

E allora via, verso una nuova fase di vita.

A breve potrei iniziare le mie giornate con un nuovo accento all’orecchio, ma soprattutto potrei addormentarmi sapendoti ad una manciata di km, e non più a 150.
E questo per me, ora, basta e avanza.

Ho capito che l’alternativa che tanto agoniavo è proprio lì, pronta per essere presa. Quindi non si aspetta più ;-)

Non mi è mai piaciuto molto, lo ammetto. Quando abbiamo deciso di regalare una data di quello che poi si sta rivelando essere il suo ultimo tour come Addio al Nubilato della nostra cucciola.. bè, non potevo tirarmi indietro.
E sono andata.
Il 21 giugno scorso c’ero anch’io a San Siro a vedere Vasco. Insieme ad altre 80.000 persone.
Una cosa da brividi. Ero già stata alcune volte allo stadio meneghino, ma non l’avevo mai sentito.
L’emozione mi ha completamente travolta, nonostante avessimo trovato posti solo nel 3° anello. Vasco era un puntino, niente di più. Ma la scenografia era dalla nostra, innalzata fino al nostro livello… non ci siamo perse proprio nulla.

Diverse canzoni mi hanno fatto venire la pelle d’oca (alcune delle quali non ero nemmeno consapevole di conoscere), ma questa mi ha sconvolta:

Forse perché la conoscevo. Forse perché mi ha come “strappato dal cuore” una sensazione che aveva bisogno di quest’ultimo gesto per andarsene definitivamente.

Ma nonostante queste parti assolutamente positive, non riesco a non citare anche l’amarezza che mi ha lasciato nell’anima.

Perché sentire uno stadio intero che grida:
Io non ho voglia più di fare finta che
Che vada tutto bene solo perché “è”
Guardami
Io sono qui
E te lo voglio urlare
Io sto male

non poteva lasciarmi indifferente. E forse per la prima volta nella mia vita sono riuscita ad urlarlo anch’io, proprio perché non fa più parte di me.

Ma il gioco è presto fatto: quante di quelle 80.000 persone stavano davvero urlando al cielo un loro disagio?
Questo pensiero proprio non riesco a farmelo uscire dalla mente.

Solo per ribadirne il concetto. Solo perché so che leggi. Solo perché sei tu.

:)

Non scrivo da molto, forse troppo tempo. Non per mancanza di opinioni o di argomenti… Solo avevo perso il senso.

A che pro dare voce a questo inchiostro? A che pro metterci anima e corpo se intanto non cambia nulla?

Questo blog iniziava ad avere tutto l’aspetto di un diario adolescenziale. Eppure ne sono passate di lune da quei tempi… Ma evidentemente meglio di così non so fare. Non so ritagliare altro spazio nella vita a cui destinare questi pensieri. Ho provato a confidarli, anche solo a me stessa: ma era troppo poco.

E così mi ritrovo ancora questa penna in mano insieme al solito foglio riciclato. Sono fatta così, tant’è.

Molte cose sono cambiate.
Altre stanno cambiando.
Altre ancora, semplicemente, sono destinate a rimanere le stesse.

E con questa stessa consapevolezza affronto la mia piccola quotidianità: gioisco per la felicità degli altri, mi dispiaccio per le ansie ingestibili e aspetto. Aspetto il grande cambiamento. Ma non in modo passivo, tutt’altro: mi sto proprio preparando al cambiamento.

Perché ho lasciato alla Vita la capacità di sorprendermi, di riformulare tutto in poco tempo: e ci vuole un bel coraggio a concedersi questa libertà.

Che cosa significa “prossimo”?

Nel Nuovo Testamento“prossimo” è un termine greco che etimologicamente sarebbe meglio tradurre con “straniero”. Il prossimo, colui che incontro, in termini giudaico-cristiani è lo “straniero”.

Al contrario, nel linguaggio classico, il prossimo è il “filos”, ossia il mio uguale, il vicino per cultura, etnia, religione. È interessante osservare come il termine “uguaglianza” dica l’opposto del termine “prossimità”. Nel mondo greco-romano l’amicizia è concepibile soltanto come relazione intima tra “uguali”, tra gente che condivide culture, filosofie, un’uguaglianza di tipo etnico… Esattamente contrario è il concetto di “prossimo” nel Vangelo: prossimo è colui che rimane distante, che non sarà mai uguale a me. Si tratta di una relazione che salva, preserva la distanza e che non produce mai uguaglianza.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.