Non mi è mai piaciuto molto, lo ammetto. Quando abbiamo deciso di regalare una data di quello che poi si sta rivelando essere il suo ultimo tour come Addio al Nubilato della nostra cucciola.. bè, non potevo tirarmi indietro.
E sono andata.
Il 21 giugno scorso c’ero anch’io a San Siro a vedere Vasco. Insieme ad altre 80.000 persone.
Una cosa da brividi. Ero già stata alcune volte allo stadio meneghino, ma non l’avevo mai sentito.
L’emozione mi ha completamente travolta, nonostante avessimo trovato posti solo nel 3° anello. Vasco era un puntino, niente di più. Ma la scenografia era dalla nostra, innalzata fino al nostro livello… non ci siamo perse proprio nulla.

Diverse canzoni mi hanno fatto venire la pelle d’oca (alcune delle quali non ero nemmeno consapevole di conoscere), ma questa mi ha sconvolta:

Forse perché la conoscevo. Forse perché mi ha come “strappato dal cuore” una sensazione che aveva bisogno di quest’ultimo gesto per andarsene definitivamente.

Ma nonostante queste parti assolutamente positive, non riesco a non citare anche l’amarezza che mi ha lasciato nell’anima.

Perché sentire uno stadio intero che grida:
Io non ho voglia più di fare finta che
Che vada tutto bene solo perché “è”
Guardami
Io sono qui
E te lo voglio urlare
Io sto male

non poteva lasciarmi indifferente. E forse per la prima volta nella mia vita sono riuscita ad urlarlo anch’io, proprio perché non fa più parte di me.

Ma il gioco è presto fatto: quante di quelle 80.000 persone stavano davvero urlando al cielo un loro disagio?
Questo pensiero proprio non riesco a farmelo uscire dalla mente.