Mi sono sempre rassegnata allo stato attuale perché di meglio non riuscivo a fare. Perché non vedevo alcuna alternativa.
Poi un mattino di luglio, con questo clima da tempeste tropicali, mi accorgo che la differenza non sarà se decideranno di rinnovarmi l’ennesimo contratto, se la padrona di casa si deciderà ad abbassarmi l’affitto, se altri decideranno altro: finalmente ho capito che il Cambiamento arriva quando te lo vai a prendere.
E così ho messo in affitto la deliziosa mansarda che ha fatto da cornice a ben 3 anni della mia vita milanese. Tolto il nido, il resto viene da se’: basta aspettare che mi confermino (confermare? per quanto poi, un altro anno?) al lavoro, ci sono altre esperienze che mi attendono. Basta rincorrere una felicità effimera in questa città che tanto mi ha dato quanto mi ha tolto.
E allora via, verso una nuova fase di vita.
A breve potrei iniziare le mie giornate con un nuovo accento all’orecchio, ma soprattutto potrei addormentarmi sapendoti ad una manciata di km, e non più a 150.
E questo per me, ora, basta e avanza.
Ho capito che l’alternativa che tanto agoniavo è proprio lì, pronta per essere presa. Quindi non si aspetta più

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