Coraggio Melly…
Non sono fatta per i grandi cambiamenti. Quelli con la C maiuscola, mi hanno sempre terrorizzata, fatto venire le palpitazioni e acutizzato i sintomi della mia salda sindrome dell’abbandono.
Ma stavolta ho un motivo in più per farcela… E piano piano cerco di capire come riuscirci.

Quindi cerco di respirare piano, di non farmi cogliere dall’ansia, e di affrontare un passo alla volta questa enorme rotonda.
Mi sono avvicinata allo stop: la marcia è bassa, guardo con attenzione che non passi nessuno e riparto dalla prima. Non è come dirlo, non è così facile, ma sento la serenità del nuovo viaggio intrapreso.

Inizio quindi dalle cose base: la richiesta di trasferimento e cercare di affittare la casa dove sono adesso.

E così eccoci nel bel mezzo della rotonda: dallo specchietto retrovisore vedo quella che è stata la mia città per ben 4 anni. La città dell’emancipazione, della libertà, dell’indipendenza… ma anche del lavoro stressante, dei ritmi frenetici e delle diete a effetto yo-yo.

In questi giorni cammino per Milano con un’aria diversa: quella di chi sta salutando, di chi cerca di memorizzare tutto perché adesso che ha deciso di andarsene, inizia a provare quel pizzico di nostalgia che accompagna gli addii. Perché di addio si parla: non penso che tornerò mai ad abitare in questa città. Non che non voglia tornare in Lombardia, tutt’altro… ma forse Milano mi ha dato ciò che poteva darmi. La saluto con malinconia e riconoscenza… Ma senza alcun rimpianto.

Addio mia bella Milano.

Avanti, mia Nuova Città :-)