Stai sfogliando l'archivio delle categorie per la categoria ‘Radio’ .
Sogno come rifugio.
“Non vogliamo più la verità. Dateci il sogno.” (Gabriele D’Annunzio)
Forse D’Annunzio aveva ragione. La verità fa male, spesso è lontana anni luce da ciò che desideriamo.
Forse è meglio un sogno. Uno di quelli in cui il pennello del subconscio è complice e dipinge esattamente i tuoi voleri, tralasciando ogni paura.
Meglio il sogno in quanto tale, effimero, meramente auspicabile: non quello che si realizza. Perché la dimensione della realtà non si addice al desiderio, donerebbe troppi contorni ai profili sfocati che tanto bramiamo. Meglio prediligere una bella illusione ad una realtà che procede lontana dai binari della nostra fantasia.
Forse perché, come diceva Oscar Wilde: “La felicità non è avere quello che desideriamo, ma desiderare quello che si ha”.
Sarà che in se’ non rincorriamo la felicità ma ci basta la tendenza a essa?
Il colore dei sogni.
Tutti noi sogniamo a colori: nei nostri ricordi questi sono vividi, particolareggiano i nostri racconti, in una descrizione confusa che pone come focus le emozioni e difficilmente gli oggetti in scena. Ecco cosa simboleggiano i colori nei nostri sogni: amplificano il mondo di arcobaleno che abbiamo dentro.
Le tinte pastello finiscono presto nel dimenticatoio a favore delle tonalità intense perché sono queste che vogliamo, proprio come nella vita: le mezze sensazioni non le riportiamo mai nei discorsi del giorno dopo.
Così sogniamo ciò che conosciamo, ma anche ciò che vorremmo conoscere. A questo proposito, i racconti di ragazzi ciechi o ipovedenti riguardo ai loro sogni sono affascinanti: ovviamente non descrivono i colori, ma si soffermano su profumi, calore, dimensioni e materiali degli oggetti che solo lì possono vedere, con un’attenzione che noi non prestiamo nemmeno alle cose serie. Perché loro sì che sognano in bianco e nero. Ma a volte le emozioni non hanno bisogno di colore: sono solo profumi, suoni e intensità.
