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Abito a Milano. E questa è la settimana della moda maschile.
Non che vi interessi davvero, immagino, ma era per farvi capire un paio di cose, per introdurvi nel mio mondo.

Dunque io di moda ci capisco poco – è un dato di fatto -: ho sempre litigato con i tagli aperti/scampanati o chiusi/sigarettiani, scarpe a punta o arrotondate, schiena a vista sì, fascia no. Ok ho reso l’idea.
Sono sincera, mi accorgo che siamo “in quei giorni” solo perché mi trovo la metro invasa da gnoccolone vestite di stracci (perché sono alte e magre e anche con una tovaglia da pic nic stanno bene) griffati (perché cmq sono sempre modelle) e da bonazzi da copertina che portano in modo leggermente equivoco le loro Louis (figli miei, però, anche voi).

Ma quest’anno mi è arrivata una frase bellissima che, parlando di vestiti, direi che c’entra con questa settimana, no?
Attenzione alla citazione aulica:
“i vestiti vecchi li puoi reindossare e puoi stupirti di quanto ti vadano bene. Ma rimangono pur sempre vestiti della stagione passata.”
(gossip girl)

Grandissima verità. Poi vabbè la metafora si coglie facile, no?
Sarà che questa settimana ho chiuso definitivamente l’armadio della stagione passata e non vedo l’ora di comprare qualche capo nuovo, ma l’ho trovata davvero azzeccata ;-)

Questo sì che fa Natale.
La canzone che balliamo vestendoci e preparando gli ultimi biglietti augurali prima di andare dagli zii… Campanellini, saltelli, ballando in circolo a braccetto come da bambine con la mamma che ci sgrida perché siamo in ritardo (ahah neanche a Natale siamo puntuali! :D

Certo gli addobbi, l’aria fredda che pizzica il naso, le bancarelle di Santa Lucia che rendono Piazza Vittoria così speciale sono tutti grandi passi avanti verso il periodo dell’anno che preferisco… Ma senza questa canzone non è lo stesso!
Ed eccomi qui in pieno buon umore da feste!!

Quindi oggi canticchio e batto il piede a suon di musica, perché il Natale è la festa della famiglia, delle amicizie vere fraterne, del ritrovarsi attorno alla tavola imbandita per guardare negli occhi le tue radici e vederli sorridere anno dopo anno per il cammino che continui a fare. Come non amare questa festa?

E poi quest’anno… forse forse… un regalo in più per cui ringraziare ce l’avrò…

Oggi l’umore segue il tempo. Non la stagione, ma proprio le ore.

Inizio la giornata con due chiacchiere tra coinquilini, programmo il weekend alle porte, mentre faccio colazione con yogurt e biscotti: sano buon umore. E siamo alle 8 del mattino.

Ma poi esco di casa e mi mischio tra la gente. Gente distratta che rifugge il tuo sguardo, che non si ascolta, gente per cui sei solo un ostacolo da evitare. Sensazione fastidiosa… Irritabilità a gogò. Occhio alle bolle. Le 9 del mattino.

Arrivo in ufficio e inizio a lavorare, organizzo, gestisco, scrivo, penso… ma anche compongo, canticchio e vado in fissa sulle foglie di una pianta quasi andata. Già, mi devo ricordare di portarle le vitamine che le ho promesso tempo fa… Distrazione e creatività si fondono. 11 del mattino.

Per inciampare poi in riunioni oziose, discussioni evitate e buon umore che gioca a nascondino. Il tutto in attesa di una pausa pranzo che durerà troppo poco. “…8, 9, 10: via! ma dove sei finito… ah, eccoti: tana per il buon umore!” :) L’idiozia la fa da padrone. Finalmente le 18:30 del venerdì.

Valigia, scarpe comode, borsa porta-tutto-quello-che-stavo-per-dimenticare, treno. “Centrale. Stazione di Milano Centrale. Il treno regionale AZ6894 delle ore 20:03 per Parma è in partenza dal binario 21. Ferma in tutte le stazioni”. E ora attendo. Poi m’incazzo, salgo e a malapena riesco a ricomporre una finta di spazio vitale. Ore 8 della sera.

Ma poi torno nella mia città natale, sorrido di fronte alla gentilezza del tassista improvvisato e il resto non conta più. Il ticchettio frenetico delle ore ha smesso di dare il ritmo. Ho fermato quell’odioso metronomo che m’impediva di lasciar correre gli eventi così come si componevano. Adesso per almeno un piao di giorni il suo silenzio sarà il mio riposo. Ben tornata a casa.

Mi ero dimenticata quanto fosse divertente essere senza pensieri.

Ho passato tutto il we a correre lungo la spiaggia, a respirare dolce la salsedine ancora frizzante, a rincorrere i cugini tirando loro i coriandoli mentre splendidi carri passavano con tanta musica.

D’un tratto mi sono sentita 15 anni in meno… e stavo davvero bene :)

Questo è dedicato a tutti voi che avete la pazienza di leggere le mie righe confuse, foglio dopo foglio, discorso dopo discorso.

I vostri commenti preferisco non pubblicarli, ma sono sempre con me e li apprezzo.

Quest’anno il Natale si carica di un colore nuovo, sfumato ma non per questo meno intenso. E ne sono davvero entusiasta.

Spero con questo breve messaggio di infondervi un po’ della mia famosa felicità da feste :)

Buon Natale a voi tutti!

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