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Freddo, aria gelida, neve oltre il polpaccio, buio alle 16 e poco sole.
Ma anche nuovi amici di cuore, una casa calda, una stufa sempre accesa e un sorriso sulla bocca di ogni passante. E poi c’era lui. E anche Lui, tutto intorno a noi.
Quante cose per cui ringraziare, quante per sorridere ricordando, quante per farmi venire la pelle d’oca.
Penso soprattutto a quanto sia dolce e avvolgente tutto questo Amore, quello con la A maiuscola.
Grazie <3
Love is not a place
to come and go as we please
It’s a house we enter in
then commit to never leave
So lock the door behind you
Throw away the key
Work it out together
Let it bring us to our knees
Love is a shelter in a raging storm
Love is peace in the middle of a war
And if we try to leave, may God send angels to guard the door
No, Love is not a fight
but its something worth fighting for.
To some love is a word
that they can fall into.
But when they’re falling out
keeping that word is hard to do
Love is a shelter in a raging storm
Love is peace in the middle of a war
And if we try to leave, may God send angels to guard the door
No, Love is not a fight
but its something worth fighting for.
Love will come to save us
If we’ll only call
He will ask nothing from us
but demand we give our all
Love is a shelter in a raging storm
Love is peace in the middle of a war
And if we try to leave, may God send angels to guard the door
No, Love is not a fight
but its something worth fighting for.
Cause I Will Fight For You
Would You Fight For Me?
It’s Worth Fighting For.
Questo sì che fa Natale.
La canzone che balliamo vestendoci e preparando gli ultimi biglietti augurali prima di andare dagli zii… Campanellini, saltelli, ballando in circolo a braccetto come da bambine con la mamma che ci sgrida perché siamo in ritardo (ahah neanche a Natale siamo puntuali!
Certo gli addobbi, l’aria fredda che pizzica il naso, le bancarelle di Santa Lucia che rendono Piazza Vittoria così speciale sono tutti grandi passi avanti verso il periodo dell’anno che preferisco… Ma senza questa canzone non è lo stesso!
Ed eccomi qui in pieno buon umore da feste!!
Quindi oggi canticchio e batto il piede a suon di musica, perché il Natale è la festa della famiglia, delle amicizie vere fraterne, del ritrovarsi attorno alla tavola imbandita per guardare negli occhi le tue radici e vederli sorridere anno dopo anno per il cammino che continui a fare. Come non amare questa festa?
E poi quest’anno… forse forse… un regalo in più per cui ringraziare ce l’avrò…
Giorni splendidi. Avevo perso memoria di quanto fosse bello ridere, abbracciarsi e condividere emozioni.
Mi ero lasciata ingrigire dal tempo, dal tempo che passa e ti porta via la parte più gioviale di te.
Venerdì scorso sono partita con il gruppo di Milano e Lesmo alla volta di Loreto, una cittadina sperduta nellle Marche, conosciuta da pochi per qualche pellegrinaggio della nonna, ma nulla di più. Proprio su quelle colline ha avuto luogo il 6° Forum Nazionale Volontari della Lega del Filo d’Oro.
150 persone da tutta Italia, anche da quelle regioni dove non c’è una sede, perché la voglia di aiutare i sordociechi e i pluriminorati psicosensoriali non vuole avere limiti. Li posso aiutare solo durante i soggiorni estivi? Ok, non c’è problema. Nel frattempo mi esercito con il malossi, mi iscrivo a corsi di Lis, chatto con gli ipovedenti per tenermi in contatto.
Essere cresciuta in una città lombarda, seppur piccola, mi ha sempre concesso dei privilegi che in altre regioni sono irraggiungibili e non me ne sono mai resa conto così bene prima di oggi.
Sono troppi gli aneddoti da raccontare, sensazioni che difficilmente riesco a ripetere se non con il luccichìo di questi giorni negli occhi. Vorrei potervi descrivere l’emozione provata nel conoscere i volontari provenienti da tutta Italia, nello stringere Francesco Mercurio come un vecchio amico, nel ricevere da Paola da Roma il mio segno-nome, nel piangere durante lo spettacolo per Sabina Santilli, nel rivedere e conoscere Lucia, il piccolo angelo che è stato posto sul mio cammino per trovare la strada giusta. Perché questa è la mia strada. Fare qualcosa per gli altri che li aiuti ad essere ciò che vogliono essere, perché ogni handicap, con un po’ di pazienza, altro non è che un limite superabile.
E la serenità che mi avvolge oggi non la voglio perdere: vorrei donarne un po’ a tutti, per togliere l’orrendo grigiume che avvolge i nostri cuori sempre più avidi…
Vorrei avere la memoria di Francesco e ripetervi la sua poesia. E’ stata bellissima. Mi ricordo solo il titolo, “Nel silenzio e nelle tenebre”, un’anafora che ha accompagnato tutta la composizione, ribaltando il punto di vista sulla sordità e cecità.
Perché davvero nel silenzio e nelle tenebre c’è molto di più di quanto possiamo immaginare.
Vi lascio con un’ultima immagine, suggerita da Francesco Pastore a tutti noi volontari:
è la valigia della nostra vita, del nostro viaggio.
Contiene ricordi, amicizie, delusioni, amori, passioni e qualche piccolo rancore difficile da togliere.
Seduti su una panchina di una stazione di second’ordine, ogni tanto, sarebbe bello poterla riaprire per analizzare il contenuto, per capire cosa manca e di cosa potremmo fare facilmente a meno.
Pronti a sederci per guardare?
E’ qualche tempo che sono un po’ così… Non la posso definire tristezza, forse sarebbe più appropriato parlare di malinconia, nostalgia di una sensazione di tenerezza.
Ormai è troppo tempo che sono da sola.
Anche le parentesi più o meno importanti dell’anno passato sono un ricordo lontano, ciò che più vicino vi era ad un rapporto vero, anche se mai lo sono stato. Penso principalmente per paura: paura di ciò che sarebbe potuto essere, paura delle partenze, paura delle reazioni, paura di un vero sentimento.
Insomma, non è andata.
Con un ragionamento forse più da fine anno che da fine ottobre, porto a casa da questo 2009 solo consapevolezze di ciò che sono “ritornata ad essere” durante quest’anno di distacco. Ho abbandonato i facili compromessi e le versioni ibride di rapporto a favore di un ritrovamento personale.
Da quando mi sono trasferita a Milano ho lasciato che la facilità di relazioni mi appartenesse: avevo riposto in un angolino della mia mente la vocina da Grillo Parlante della provincia, per lasciarmi convincere dalla semplicità del Gatto e la Volpe; un piccolo paese dei balocchi in cui tutto è concesso, in cui si vive il momento senza preoccuparsi troppo del futuro… 
Ma a me piace pensare al futuro, piace costruire, adoro proteggere e difendere. Sono fatta così perché sono cresciuta con tanti (forse troppi!) principi e non me ne voglio più vergognare.
E ora rimango qui, seduta sulla mia panchina preferita, quella in cui aspetti che un nuovo raggio di sole torni a scaldarti la schiena…
Io e la mia voglia di tenerezza nipponica. ^_^



