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Anzi, ce lo meritiamo :-)

Perché come volontaria mi sento parte integrante dell’Associazione al pari degli assistiti. E per una volta tanto so dove andranno a finire i soldi. Ognuna di queste associazioni meriterebbe un 5×1000 dedicato ma, dovendo scegliere, non mi sento di fare altrimenti…

Ogni volta è un’esperienza nuova, diversa, sorprendente. Perché ogni volta che incontro una nuova persona sorda tutti gli schemi si infrangono, per inventarne di nuovi adatti ai due attori in scena, adatti a noi.

Ieri sera c’è stata un’altra uscita con i volontari della sede di Milano della Lega del Filo d’Oro e i ragazzi/signori sordi. Questa volta è stato spettacolare perché gli scenari entro i quali iniziavo a sentirmi a mio agio sono crollati in fretta: questa volta il tutto si doveva costruire attorno alla sordocecità. Nessun riferimento visuale, quindi.
Com’è andata? E’ stato semplicemente stupendo.

Ho superato il muro del contatto fisico, della prossemica come direbbero quelli fighi, entrando in una dimensione che permetteva di comunicare anche attraverso il calore delle mani, ai movimenti rassicuranti e gentili in netta contrapposizione ai miei incerti e tremanti. Seduti attorno ad una tavolata enorme a ferro di cavallo, si chiacchierava amabilmente da una parte all’altra fra tutti perché il limite del “Che dici? Non ti sento!” era rimasto fuori dai finestrini appannati dell’auto appena vi sono salita per raggiungere la pizzeria.

Ma poi c’erano anche loro, i sordociechi, e quindi con loro ci si doveva spostare.

Ho passato 3/4 della serata intimorita da quel nuovo tipo di comunicazione, la Lis tattile, ma allo stesso tempo la osservavo con infinita ammirazione: dovevo provarla anch’io.
Finita la pizza i posti così rigidi occupati da ognuno sono diventate delle gabbie libere e tutti ci siamo confusi con gli altri. E io, prendendo il coraggio a due mani (è proprio il caso di dirlo!), mi sono avvicinata a Francesco Ardizzino. Molti avranno sentito parlare di lui per infinite ragioni… io lo ricorderò come una persona dolcissima che si è sforzata di capire ogni mio imbranato tentativo di comunicare con lui, senza spazientirsi neppure per un secondo, anzi: mi diceva di non avere fretta, perché la Lis è una lingua che va studiata e appresa con calma. Adorabile :)

Mi sono presentata, ho detto il mio segno nome e che lavoro facevo… e già non sapevo cosa dire d’altro. Invece è stato poi lui a incalzare gli argomenti, a domandarmi, nella forma più basilare possibile, tutta una serie di curiosità, proprio come faresti incontrando una persona che ti colpisce in un locale. Sono stata così bene…

Riportando l’esperienza della serata ad un amico questa mattina mi ha detto: “Mi sa che è la tua strada”. Una frase secca, diretta, ma che ha racchiuso in un’unica espressione le mie mille parole.

E sapete una cosa? Lo penso anch’io :)

Piccolo ripasso in vista della seconda lezione:

Ormai ci sono anche nella velocità… che soddisfazione ;-)
Ora aspetto con ansia di aggiungere altre parole!

p.s. a chi interessasse avere la scheda completa:

Giorni splendidi. Avevo perso memoria di quanto fosse bello ridere, abbracciarsi e condividere emozioni.
Mi ero lasciata ingrigire dal tempo, dal tempo che passa e ti porta via la parte più gioviale di te.

Venerdì scorso sono partita con il gruppo di Milano e Lesmo alla volta di Loreto, una cittadina sperduta nellle Marche, conosciuta da pochi per qualche pellegrinaggio della nonna, ma nulla di più. Proprio su quelle colline ha avuto luogo il 6° Forum Nazionale Volontari della Lega del Filo d’Oro.
150 persone da tutta Italia, anche da quelle regioni dove non c’è una sede, perché la voglia di aiutare i sordociechi e i pluriminorati psicosensoriali non vuole avere limiti. Li posso aiutare solo durante i soggiorni estivi? Ok, non c’è problema. Nel frattempo mi esercito con il malossi, mi iscrivo a corsi di Lis, chatto con gli ipovedenti per tenermi in contatto.
Essere cresciuta in una città lombarda, seppur piccola, mi ha sempre concesso dei privilegi che in altre regioni sono irraggiungibili e non me ne sono mai resa conto così bene prima di oggi.

Sono troppi gli aneddoti da raccontare, sensazioni che difficilmente riesco a ripetere se non con il luccichìo di questi giorni negli occhi. Vorrei potervi descrivere l’emozione provata nel conoscere i volontari provenienti da tutta Italia, nello stringere Francesco Mercurio come un vecchio amico, nel ricevere da Paola da Roma il mio segno-nome, nel piangere durante lo spettacolo per Sabina Santilli, nel rivedere e conoscere Lucia, il piccolo angelo che è stato posto sul mio cammino per trovare la strada giusta. Perché questa è la mia strada. Fare qualcosa per gli altri che li aiuti ad essere ciò che vogliono essere, perché ogni handicap, con un po’ di pazienza, altro non è che un limite superabile.

E la serenità che mi avvolge oggi non la voglio perdere: vorrei donarne un po’ a tutti, per togliere l’orrendo grigiume che avvolge i nostri cuori sempre più avidi…
Vorrei avere la memoria di Francesco e ripetervi la sua poesia. E’ stata bellissima. Mi ricordo solo il titolo, “Nel silenzio e nelle tenebre”, un’anafora che ha accompagnato tutta la composizione, ribaltando il punto di vista sulla sordità e cecità.
Perché davvero nel silenzio e nelle tenebre c’è molto di più di quanto possiamo immaginare.

Vi lascio con un’ultima immagine, suggerita da Francesco Pastore a tutti noi volontari: è la valigia della nostra vita, del nostro viaggio.
Contiene ricordi, amicizie, delusioni, amori, passioni e qualche piccolo rancore difficile da togliere.
Seduti su una panchina di una stazione di second’ordine, ogni tanto, sarebbe bello poterla riaprire per analizzare il contenuto, per capire cosa manca e di cosa potremmo fare facilmente a meno.

Pronti a sederci per guardare?

Lui è Signmark, un rapper sordomuto dalla nascita che comunica con la Lingua dei Segni.
Insieme agli amici DJ Sulava (produttore delle basi strumentali) e gli MC Mahtotapa (“la voce finlandese di Signmark”) e Brendon (voce inglese) sta letteralmente conquistando il mondo. Ovviamente in Italia non ha fatto molto clamore… ma chissà perché non mi meraviglio poi così tanto.

Signmark ha voluto portare all’attenzione del pubblico il mondo artistico dei sordi, perché dentro hanno un mondo che ha voglia di emergere… e tradurre i testi di autori noti non è abbastanza.
In effetti la Lis permette loro molto di più. E’ una lingua a tutti gli effetti, con tutte le sue regole e le sue proprietà. Non è traduzione di nulla… ma da questa si può tradurre.
Non utilizza i canali uditivi-vocali, a favore del visivo-gestuale. Manca loro qualcosa? Forse quello che manca a noi a non utilizzare la vista e il tatto in modo così imponente.

Ieri sera durante il corso ci hanno chiesto di pensare a delle situazioni. La parte difficile era visualizzare quelle situazioni senza dar loro parola. Insomma ragionare per immagini. Dopo i primi minuti di esitazione, sono riuscita a cambiare il mio punto di vista e… wow, un altro mondo.
Un mondo stupendo e affascinante che sto cercando di conoscere in modo sempre più approfondito.

E ora scusatemi: devo guardare questa canzone ;-)

legadelfilod'oro

Ieri sera sono stata alla mia prima uscita ufficiale da volontaria.
E’ stata un’esperienza fantastica, sicuramente una delle più belle serate del mio 2009! ^_^

Eravamo in 7, un gruppetto modesto, di cui 4 volontari e 3 persone sordomute con residui visivi. Siamo andati fuori a cena, come degli amici che non si vedono da un po’ e hanno proprio voglia di fare quattro chiacchiere. Una cena tutt’altro che silenziosa… anzi, meno male che conoscevamo la proprietaria… abbiamo fatto un casino :D

E’ stato così bello e naturale, in una sola uscita mi hanno fatto sentire parte integrante del gruppo e poco importava che non conoscessi nulla di L.I.S. (Lingua dei Segni Italiana), erano tutti pronti e molto disponibili (e pure pignoli!) ad insegnarmi per bene dall’alfabeto in poi.
Ho imparato a dire dove abito, che lavoro faccio, quanti anni ho e pure se ho il fidanzato o meno… ^_^ Non vedo l’ora di rivederli.

Se avete dei dubbi se intraprendere o meno un percorso di volontariato costellato da azioni per gli altri non abbiate alcun timore: è bellissimo.

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